DIARIO DI BORDO LITLAB DUE *friuli


Tamai e Brugnera

16 novembre


Il percorso comincia dal nulla, dal cominciare a esistere. 
Uno per uno i bambini entrano nel grande cerchio disegnato a terra e sperimentano la sensazione di esistere per la prima volta, con il loro corpo e la loro voce, poi con lo stesso gioco facciamo entrare in campo i colori su di un cerchio di carta. Prima timidamente, poi con sempre più euforia cominciano a nascere dei veri e propri  universi. 


galassia in divenire 


riserva canini: com'è fatto secondo voi il nulla?

bambini: è tutto bianco!
bambini: è tutto nero!
bambini: è come ...la nebbia...
bambini: è tutto vuoto.
bambiniè che non si può dire, perchè non esiste.
bambini: è invisibile...




galassia in divenire 


riserva canini: cosa significa che qualcosa è invisibile?

bambini:che è trasparente!
bambini: che non si vede.
bambini: non si vede, ma c'è... 
bambini: come i fantasmi!
riserva canini: ...come i fantasmi. E quali sono le altre cose che ci sono ma non vediamo? 
bambini: l'aria...
bambini: il respiro!





galassia in divenire 


Cominciamo allora a sventolarci le mani davanti al viso per sentire l'aria, che non si vede ma c'è. L'aria, dicono i bambini, è fresca. Fa il solletico. Fa chiudere gli occhi.  

riserva canini: ci sono altre sensazioni che ci sono, che sentiamo, ma non si vedono?
bambini: gli odori!
bambini: i rumori!
bambini: i sentimenti...



galassia in divenire 



All'inizio c'era il nulla 
Il nulla non si vedeva, ma c'era.
Secondo me, tutto è cominciato con:


la forza l'intelligenza la pazienza - ADRIANO

il rumore della folla - AYA 

l'odore di mandarino - ANDREA 

i brividi di paura - MARTINA 

l'odore di bruciato - GIULIA 

un rutto - SIMONE 

un nulla di fumo  - LORENZO 

un'esplosione di tristezza - GABRIELE V. 

lo zampettare del coniglio - BEATRICE



galassia in divenire


da "I bambini pensano grande" di Franco Lorenzoni.
Nell'uso della lingua e del colore noi adulti abbiamo il compito di arricchire le possibilità di espressione, fornendo ai bambini strumenti ed esempi, correggendo anche quando è necessario. Ma ci sono luoghi e momenti espressivi che vanno accolti così come sono, nel silenzio e nell'ascolto, perchè i bambini hanno il sacrosanto diritto di essere, prima di tutto, semplicemente se stessi.




galassia



continua...


DIARIO DI BORDO LITTLE BANG LABORATORI UNO *antella

 

Finalmente riusciamo a raccogliere un po' di tempo per questo racconto. Come da progetto di produzione a ottobre abbiamo iniziato i percorsi laboratoriali per la costruzione della mostra che accompagnerà il nostro Little Bang. 
Cerchiamo di archiviare e condividere qui una piccola parte di questa straordinaria immersione, qualche immagine, stralci di domande e risposte, suggestioni, riflessioni.
Un grazie sentito a tutti i bambini e a tutte le maestre che hanno collaborato con noi in questo viaggio.





da "I bambini pensano grande" di Franco Lorenzoni 

I pensieri infantili sono sottili. A volte sono cosi affilati da penetrare nei territori più impervi arrivando a cogliere, in un istante, l'essenza di cose e relazioni. Ma sono fragili e volatili, si perdono già nel loro farsi e non tornano mai indietro.
Così alla maggior parte delle bambine e dei bambini non è concesso il diritto di riconoscere la qualità dei propri pensieri e rendersi conto della loro profondità. A molti non è concesso neppure di arrivare ad esprimerli, perchè un pensiero che non trova ascolto difficilmente prende forma e respiro. 



*antella uno



teatro comunale di antella


riserva canini: Vi siete mai domandati voi, prima di 7 , 8 anni fa dove eravate?
bambini: Eravamo nella pancia delle nostre mamme.
riserva canini: e prima ancora?
bambini: Prima ancora eravamo delle scimmie.
riserva canini: e tu ti ricordi di essere stato una scimmia?
bambini: No... 


prime forme viventi

bambiniIo prima ero una stella, tutti sono stelle. E quando ritornano sulla terra diventano umani, quando entrano nelle pance delle mamme.
E quando moriamo torniamo ad essere le stelle come c'erano. Io quando ero piccolo, ero una stella e mi piaceva giocare a calcio e giocavo con un pallone invisibile e passavo la palla alle stelle. Un giorno dio è venuto e mi ha detto :"vai nella pancia della mamma!" e io ho obbedito, non me lo sono fatto dire due volte...




prime forme viventi
                                     

da "Il diritto del bambino  al rispetto" di Janusz Korczak

E' faticoso ascoltare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perchè bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E' piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi fino all'altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli.







continua...

Settembre 2015 - Little Bang - Residenza di creazione a Pinerolo, presso Teatro del Lavoro

                


" Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma" 
( A. Lavoisier )





Si comincia. 
Dopo l'anno di incubazione del progetto, iniziato a novembre 2014 presso la residenza francese de La Batysse di Pelussin vicino Lione, il progetto Little Bang - uno spettacolo sulle origini dell'universo, comincia i suoi passi verso la produzione.

Grazie al sostegno di Campsirago Residenza (Lc) e di Straligut Teatro (Si), nell'inverno 2015 abbiamo iniziato ad esplorare questo tema e a mettere a fuoco come volevamo configurare questo nuovo percorso di produzione rivolto all'infanzia. 

A Marzo 2015 abbiamo avuto la possibilità di raccontatare il progetto al Festival Generazioni di Castelfiorentino e ad Aprile 2015 abbiamo presentato un primo esperimento di lavoro al Pre-Meeting di IETM a Campsirago. 

In entrambe le occasioni, grazie al ritorno del pubblico e degli operatori, abbiamo raccolto altri segni e consapevolezze importanti per costruire il cammino.

Durante la primavera e l'estate abbiamo trovato nuovi sostegni e nuovi partner coi quali abbiamo intrecciato rapporti di ospitalità e di collaborazione: con il Teatro Metastasio di Prato, dove lo spettacolo debutterà nella sua forma definitiva il 19 gennaio 2016 e, grazie al Bando Interregionale Regione Piemonte e Regione Toscana, abbiamo avuto rispettivamente il sostegno dell'Ass. Culturale La Terra Galleggiante di Pinerolo (To), e l' Ass. Culturale Archetipo di Antella (Fi).

Tutto questo sempre accompagnati dal continuo e prezioso sostegno e dalla condivisione progettuale di Campsirago Residenza e Scarlattine Teatro.

Da qui al debutto, incontreremo oltre 250 bambini di diverse parti d'Italia per ascoltare quel che hanno da raccontarci sulle origini dell'universo e per lavorare accanto a loro a costruire attraverso colori, creta, carta, materiali d'assemblaggio e di riciclo risposte immaginarie alla grande domanda da cui prende le mosse la nostra indagine:  Come comincia tutto quanto? 





prove di costruzione febbraio 2015





prove di costruzione febbraio 2015




prove di costruzione febbraio 2015





 Pre-Meeting IETM aprile 2015








Giugno 2015 - Vides, Circumnavigantes

COSTANTINO NIVOLA - LETTO (1971)



Vides, che in francese significa vuoti,  è il secondo esperimento di lavoro del progetto di produzione “Circumnavigantes” . E' stato presentato lo scorso giugno al Festival il Giardino delle Esperidi, a Campsirago, sullo splendido piccolo palco della corte di Palazzo Gambassi. Abbiamo iniziato a lavorare a questo solo in una residenza artistica alla Batysse di Pelussin, vicino Lione, lo scorso novembre. Questa volta abbiamo messo sotto la lente di ingrandimento il vuoto che accompagna l'attesa. Siamo partiti da tutti quei vuoti, da tutte quelle assenze che generano presenze. Gli oggetti vuoti, gli abiti vuoti, i letti vuoti, le sedie vuote. Siamo entrati nelle sale d'aspetto e dalle sedie ci siamo fatti raccontare delle storie per poi arrivare ad incontrare una antica presenza che dal vuoto compare e al vuoto ritorna. Nell’animazione e nel teatro di figura ci sembra di rintracciare un vuoto caratteristico e che ben si sposa con il nostro tema dell’attesa e che chiameremmo il vuoto d’anima. Ovvero quella sospensione, quel tempo d’attesa in cui la marionetta, l’oggetto, l'ombra apparentemente immobili si manifestano per quello che sono, abitate dal vuoto d’anima che le caratterizza un istante prima che l’anima le attraversi. 


                                      


vides, foto di mara lombardi - giugno 2015






vides, foto di mara lombardi - giugno 2015





vides, foto di mara lombardi - giugno 2015




 

vides, foto di mara lombardi - giugno 2015





vides, foto di mara lombardi - giugno 2015





Aprile 2015 - Asanisimasa - La Festa (preparativi)


otto e mezzo - la festa 
f.fellini





Ad aprile 2015 abbiamo deciso di proporre ai partecipanti di Asanisimasa un momento conclusivo di lavoro e di festa che permettesse di approfondire alcuni dei temi affrontati nel percorso e di costruire insieme un momento di restituzione aperto al pubblico. E' stato così che ci siamo riuniti e in un giorno e mezzo di intenso lavoro  abbiamo costruito insieme un percorso itinerante che raccontasse al pubblico e agli "abitanti" di Campsirago Residenza quel che era accaduto tra le mura di Palazzo Gambassi, La Yurta e la Valle di Campsirago nei sei fine settimana del 2014 . Questo un video racconto dei preparativi .


https://www.youtube.com/watch?v=VPy-vVp9QDI&feature=youtu.be


Giugno 2014 - Primi Passi - Circumnavigantes


«Per tutta la vita ho aspettato
qualcosa che, credevo,
sarebbe avvenuta»
(da Stille Nacht di T. Kantor)






Primi passi è il primo esperimento di lavoro nato all'interno del  progetto  sull'attesa: Circumnavigantes, presentato al Festival delle Esperidi nel giugno 2014 e realizzato con la collaborazione di due amici e artisti  assai cari, Silvia Paoli (attrice e regista) e Emiliano Nigi (musicista e cantautore). 
Con loro abbiamo lavorato per una settimana ospiti di Campsirago Residenza, all'interno della Yurta , che in occasione del Festival delle Esperidi era montata nel Parco Comunale di Ello. 
Il focus dell'esperimento è stato quello di indagare i tempi d’attesa brevi e quotidiani, fermi o in-azione, quei tempi che l’esistenza impone e a cui non si può sfuggire. Sempre accompagnati dal nostro bagaglio di strumenti, abbiamo posto accanto all'attore, lo sguardo sull'attesa di oggetti, ombre e materie prime, e abbiamo lasciato che accadesse quel che poteva accadere. La presentazione del lavoro è stata una sorta di galleria di attimi che abbiamo condiviso con il pubblico, nell'intimità della Yurta, di silenzi e sguardi e pensieri dalle temperature più varie: dalla semplice attesa che le chiare d'uovo montino a neve, o che lo smalto s'asciughi, all'esito di un test di gravidanza, dalle stremate attese telefoniche, fino al punto di vista di gusci d'uovo in attesa d'essere buttati e di stracci bagnati che aspettano d'asciugarsi. 





primi passi, prove - giugno 2014




primi passi, prove - giugno 2014






primi passi, foto mara lombardi - giugno 2014




primi passi, foto mara lombardi - giugno 2014





primi passi, foto mara lombardi - giugno 2014





primi passi, foto mara lombardi - giugno 2014

Progetto sull' Attesa - Bando Cantiere Campsirago 2014/2016


C i r c u m n a v i g a n t e s 

"...come avventurieri e circumnavigatori di questo mondo interiore che è chiamato uomo..." F.Nietzsche - Umano, troppo umano




I L    P R O G E T T O   :

Circumnavigantes è un progetto di produzione di uno spettacolo attorno al tema dell'attesa, articolato su tre anni. Iniziato nel 2014 grazie alla vittoria del Bando Cantiere Campsirago ha già dato luce alle prime due tappe di lavoro: Primi Passi e Vides, presentate rispettivamente nell'ambito del Festival Giardino delle Esperidi 2014 e 2015. La tappa conclusiva di ricerca, Circumnavigantes, verrà presentata alle Esperidi 2016 e costituirà il punto di partenza per la realizzazione dello spettacolo finale che debutterà nell'autunno 2016.



                      I L    T    E    M   A    :

La scelta del tema è nata da un interrogarsi attorno all’invisibile, attorno a ciò che accade di invisibile nella vita degli esseri umani e esplorando questo tema abbiamo lentamente compreso che il fuoco del nostro interesse andava a incontrare tutti quegli istanti della vita quotidiana in cui si ha l’impressione che niente stia accadendo. Tutti quei momenti di attesa appunto, che noi esseri umani con tutto quello che ci circonda ( oggetti, luoghi, vestiti, persone conosciute e sconosciute) attraversiamo ogni giorno, sentendoci più o meno consciamente in un tempo fuori dal tempo, fuori dalla nostra vita, sospeso, a parte, immobile.

La società contemporanea ha cambiato e continua inesorabile a cambiare il nostro concetto e la nostra percezione del tempo, condizionandoci al punto che, noi stessi, ci troviamo a legare indissolubilmente il tempo al senso di produttività.
Ecco allora che il tempo è sempre più spesso da impiegare, far fruttare, spendere, usare, da non perdere, oppure, se è tempo libero, è prezioso, centellinato, una rarità, che proprio perché è poco va ben impiegato, va organizzato, pianificato, impiegato al meglio, al punto che abbiamo addirittura un assessorato che si occupa di organizzarci il tempo libero. 

Per nostra fortuna, secondo noi, sebbene possa apparire frustrante, questa organizzazione è destinata a generare inevitabilmente dei residui tra un impiego e l’altro, dei passaggi, dei tempi che non sono esattamente né liberi né impiegati, ovvero tutti quei brevi o lunghi tempi d’attesa che riempiono la nostra vita, tempi liminari, fuori dal tempo organizzato.

Questi tempi d’attesa, la nostra società, cerca di ridurli al minimo e di aiutarci a ottimizzarli in tutti i modi possibili, dandoci indicazioni su quanto dureranno, distraendoci in ogni modo, con video, musiche, pubblicità, distributori di bevande e snack, tutti quei caratteristici arredi e confort che riempiono le sale d' attesa di stazioni, aeroporti, ospedali, poste, banchine, pensiline, corridoi e anticamere di studi e uffici, dandoci così l’impressione rassicurante che sebbene noi si stia ahimè perdendo il nostro tempo, in questa attesa, tutto stia collaborando perché duri poco e sia il più utile possibile.

Fermarsi è un momento evidentemente problematico, il mondo è costantemente in movimento, se ci si ferma deve essere solo per un momento, per un passaggio, per un imprevisto, per un’emergenza, fermarsi è segnale di una inefficace organizzazione del sé o della società stessa e questo segnale deve essere avvertito il meno possibile.

Ecco. E' passando attraverso tutte queste considerazioni che piano piano abbiamo intravisto che proprio di quell’attendere ci volevamo fare spettatori : perché abbiamo l’impressione che, paradossalmente forse, sia proprio in questi luoghi che sono dei non-luoghi, come li definisce Marc Augé, che oggi può ancora accadere, qualche volta ,un contatto realmente profondo con se stessi.
Come se questi spazi senza una reale specifica utilizzazione avessero una naturale inclinazione al sacro, fossero varchi verso il mistero, accessi alle profondità dell’interiorità dell’anima, proprio perché nessuna azione finalizzata li abita.
Come se fossero davvero l’unico tempo concesso che ancora ci resta.
Ma è qualcosa di sottile, non di eclatante. Sono sospensioni, attimi in cui può accadere forse che si ripristini per un istante un collegamento perduto.

Così è cominciato il percorso.  



Progetto di Formazione Asanisimasa - Bando Cantiere Campsirago 2014/2016







Durante la primavera, l’autunno e l’inverno 2014 Riserva Canini ha tenuto presso Palazzo Gambassi, all’interno di Campsirago Residenza, il percorso Asanisimasa, un cantiere aperto di approccio e sperimentazione sulle tecniche di Animazione e di Figura per il Teatro Contemporaneo. 

Il percorso si è composto di sei tappe di lavoro, che si sono tenute tra l’ aprile e il dicembre 2014 presso la Residenza Gambassi nell’arco del fine settimana.

Nel momento in cui abbiamo elaborato “Asanisimasa”, abbiamo cercato di strutturarlo in modo tale che sia per coloro che vi avrebbero partecipato, sia per noi che lo avremmo condotto, potesse rivelarsi un percorso di scoperta.

“Osservare, esplorare e sperimentare”, questo è l’approccio che ci ha sempre guidati nei confronti del nostro lavoro. Il nostro desiderio era che questo principio si conservasse anche all’interno del percorso.

Ogni sessione è stata organizzata su due giornate di lavoro, concentrando nella prima il lavoro di preparazione all’animazione, alla tecnica presa in esame e alle sue maggiori possibilità di espressione e uso. 

Nella seconda giornata, invece, ci siamo dedicati a creare un vero e proprio spazio di ricerca del linguaggio, chiamando in causa ciascun partecipante e invitandolo a mettere in gioco la propria creatività, la propria sensibilità e, molto spesso, la propria manualità.

Per noi questa era la mira più importante: condividere il bagaglio espressivo, maturato dalla Compagnia in dieci anni di lavoro, e metterlo a disposizione dei partecipanti i quali -attraverso il loro punto di vista e la loro sensibilità- lo avrebbero trasformato e fatto proprio. 

Data la fortuna di esserci imbattuti in una “equipe” eccezionale , questa è stata anche la soddisfazione più grande.

Il laboratorio ASANISIMASA si è svolto col sostegno del Bando di Residenza Cantiere Campsirago vinto dalla Compagnia Riserva Canini col progetto “Cantiere Canini” per il triennio 2014/2016 e promosso da Scarlattine Teatro.

I partecipanti che hanno preso parte -chi ad una, chi a più d’una e chi a tutte- le sessioni d’incontro sono:

Nadia Milani, Anna Rita Anselmi, Maria Luisa Casatta, Piera Mungiguerra, Rocco Manfredi, Sara Milani, Marianna di Muro, Francesca Miscioscia, Marta Abate, Michelangelo Frola, Niccolò Mazzotti, Luca Tedoldi, Roberto Buresta, Adriano Salvi, Elena De Villaris, Daniele Milani, Margherita Cenammo, Paul Flavien Enriquez, Ambra Pittoni, Francesca Corti, Elena Vanni, Alice Bescape, Elisa Cavallo. 

Asanisimasa Primo Incontro: " La materia prima "


Il primo incontro è il punto zero. Il punto di partenza dell’intero percorso di animazione, un approccio che riteniamo indispensabile per confrontarsi con l’arte dell’Animare. Inauguriamo questo percorso con lo spirito di chi sa che non esiste competenza acquisita quando si comincia una nuova avventura, non sapere di sapere.



asanisimasa I - banco di pesci 
marzo 2014 




asanisimasa I - carta
 marzo 2014 




asanisimasa I - l'intervista
 marzo 2014 




asanisimasa I - plastica a bolle
marzo 2014 




asanisimasa - i proverbi 
marzo 2014 




asanisimasa - cellophane
 marzo 2014 


“Bisogna imparare a scoprire le cose quando restano ad uno stadio umile, realizzate solo a metà o solo a metà sbagliate. Le opere mi sembrano più commoventi quando si presentano ai primordi della loro formazione”. (J.Dubuffet)

Asanisimasa Secondo Incontro " Teatro d ' oggetti "


"A volte, per evocare l’armonia, bisogna illustrare la sua mancanza. L’equilibrio in sè è meno interessante del come si procede per raggiungerlo o degli sforzi compiuti per non perderlo. Per valutare l’importanza di un equilibrio specifico va considerata la natura del baratro che si trova sotto." 

da Gyula Molnar, Teatro d'oggetti. Appunti,citazioni, esercizi. 
Edizioni Titivillus



asanisimasa II - le scarpe
maggio 2014




asanisimasa II - clip d'oggetti
maggio 2014



asanisimasa II - le scarpe
maggio 2014





asanisimasa II - clip d'oggetti
maggio 2014


 "... le mattine successive al loro incontro guardo la plastica trasparente dei biscotti e mi sento anch'io guardato. Sento una presenza che prima non sentivo. Non si tratta solo di aver dato una lavata alla mia immaginazione, bambino che vede intenzionalità umana un po' ovunque. Apro il cassetto delle posate, il cartone dei cellulari vecchi e delle cianfrusaglie. Non sono più oggetti da buttare via, non sono più cianfrusaglie. Estraggo gli spaghetti dalla busta e ne faccio piccole spade da mettere nella mia zazzera riccia, già piuttosto scompigliata. Non posso far fare agli spaghetti quello che faccio fare alla confezione svuotata di Rigoli, né potrei aspettarmi che facessero ciò che può fare una spugna o il polistirolo. Questo mi costringe alla vigilanza, all'esame dell'oggetto, ad una sua messa in moto che ne riveli tutte le potenzialità. Si toglie la polvere del consueto e si scopre l'iridescenza del possibile. Il possibile germogliato mi domanda di stare all'erta, di non accontentarmi delle convenzioni e di stare in ascolto. Ci sono limiti (la spugna sta male infilata nei capelli, gli spaghetti non hanno tappi), ma ci sono occasioni (la spugna salta bene e gli spaghetti s'infilano delicatamente ovunque)." (appunti di lavoro dal quaderno di Luca ) 




Asanisimasa Terzo e Quarto Incontro " L'ombra Corporea e l' Ombra Sagoma "


Cosa stai cercando? 
Cosa ti manca? 
Qual è la tua libertà? 
A cosa stai pensando? 
Dove ti senti a casa? 
Com’eri da bambino? 
Cos’è la bellezza? 
Cosa ti spaventa di più? 
Com’è fatto Dio? 
Dove vai quando dormi?

" Non pensare ad una risposta ma indagare la domanda, da quello che racconta il corpo in ombra lasciarsi guidare, l’ombra suggerisce una risposta, l’immagine deve uscire dal telo, provare a scardinare la logica e liberarsi della domanda, seguire le associazioni libere, far tacere la parte razionale.  "
(appunti dal quaderno di lavoro di Luisa)




asanisimasa III - shadow's meetings  
settembre 2014




 asanisimasa III - esplorazione dei materiali  
settembre 2014



 asanisimasa III - la propria ombra  
settembre 2014





 asanisimasa III - la propria ombra  
settembre 2014





asanisimasa III - Shadow's meetings  
settembre 2014





asanisimasa III - luna  
settembre 2014





asanisimasa III - cordialmente tua  
settembre 2014




"Lavorare con l’ombra è un po’ come la relazione che si crea tra i cavallo e il cavaliere. Chi porta chi? L’equilibrio è molto delicato ma necessita che non ci siano forzature. Bisogna continuare a plasmare e a lasciarsi plasmare. C’è una fiducia molto bella nel fatto che qualcosa accadrà. Darsi un’occasione è una conquista. Qualcosa ti parla...C’è una predisposizione nel lasciarsi incantare."
(appunti di lavoro dal quaderno di Nadia )