DIARIO DI BORDO LITLAB QUATTRO *friuli


da "Sette brevi lezioni di fisica" di Carlo Rovelli

Dopo essere andati lontano, dalla struttura profonda dello spazio al margine del cosmo che conosciamo, vorrei tornare, prima di chiudere questa serie di lezioni, a noi stessi. Che posto abbiamo noi, esseri umani che percepiscono, decidono, ridono e piangono, in questo grande affresco del mondo che offre la fisica contemporanea? Se il mondo è un pullulare di effimeri quanti di spazio e di materia, un immenso gioco a incastri di spazio e particelle elementari, noi cosa siamo? Ma allora da dove viene quella sensazione di esistere singolarmente e in prima persona che prova ciascuno di noi? allora cosa sono i nostri valori, i nostri sogni, le nostre emozioni, il nostro stesso sapere? Cosa siamo noi, in questo mondo sterminato e rutilante?


gli atomi


riserva canini: l'altro giorno abbiamo detto che gli scienziati ipotizzano che l'universo sia cominciato con una grande esplosione che chiamiamo big bang. Il nostro spettacolo si intitolerà invece little bang. Perché secondo voi?
bambini: perché è un'esplosione più piccola!
bambini: perche è per noi bambini!
bambini: perchè sarà una cosa piccola...


un quark



riserva canini: si è vero, sarà piccola, e se allora diciamo piccola esplosione, a voi cosa viene in mente?
bambini: quando stappi il vino!
bambini: quando scoppiano le castagne!
bambini: i pop corn!
bambini: i fuochi d'artificio!
bambini: le bombe!
bambini: la mentos nella cocacola!
bambini: il ragù quando esce fuori dalla pentola!
riserva canini: certo...anche questa possiamo dire che è una piccola esplosione, quando qualcosa che era dentro inizia a uscire...


la velocità della luce


riserva canini: ...ecco, noi vorremmo  provare con voi a cambiare il punto di vista, sapete cos'è il punto di vista?
bambini: si!
bambini: sono gli occhi con cui guardi le cose!
bambini: da dove guardi una cosa.
bambini: è un altro paio di maniche!


l'infinito 


riserva canini: esatto, vorremmo provare a cambiarci le maniche e pensare a quegli inizi che sono più piccoli del big bang, dell'inizio dell'universo, ma non per questo meno importanti...ad esempio a voi se diciamo così, quali piccoli inizi vengono in mente?
bambini: L'inizio del giorno!
riserva canini: E quando inizia il giorno per te?
bambini: quando saluto il mio cane.
bambini: per me quando apro gli occhi e vedo la luce dalla finestra.
bambini: per me quando arrivo a scuola.
bambini: per me la giornata inizia quando do la prima carezza al mio gatto che viene in camera mia tutte le mattine e si mette in mezzo alla stanza e mi guarda..



i gas



riserva canini: ... oppure, che altri inzi vi vengono in mente?
bambini: L'inizio della vita!
riserva canini: Certo, e quand'è che inizia la vita?
bambini: Quando nasci!
bambini: L'inizio della morte!
riserva canini: E quando inizia la morte?
bambini: Quando diventi vecchio e ti ammali inizia la morte.
bambini: No, puoi guarire...
bambini: Si ma c'è la malattia incurabile.
riserva canini: Ecco vedete...è interessante  cercare di capire quando inizia esattamente qualcosa...
bambini: Quando inizia un'ora, un minuto, un secondo?
bambini: Se non inizia il tempo noi non siamo vivi, non possiamo iniziare nemmeno noi...



 il tempo



continua...

DIARIO DI BORDO LITLAB TRE *prato





prato - nature is a language

da "Sette brevi lezioni di fisica" di Carlo Rovelli

Quando parliamo del Big Bang o della struttura dello spazio, quello che stiamo facendo è la continuazione dello sguardo di quegli uomini che centinaia di millenni fa, alle prime luci dell'alba, cercavano fra la polvere della savana le tracce di un'antilope - scrutare i dettagli della realtà per dedurne quello che non vediamo direttamente, ma di cui possiamo seguire le tracce. Nella consapevolezza che possiamo sempre sbagliarci, e quindi pronti ogni istante a cambiare idea se appare una nuova traccia, ma sapendo anche che se siamo bravi capiremo giusto, e troveremo. Questo è la scienza."





la casa


Uno dei temi del nostro percorso con i bambini è la materia. Per parlare di questo, fra le varie cose, usiamo la creta. Davanti ai loro occhi una massa si scompone in tanti pezzi sempre più piccoli fino a diventare una particella minuscola, poi si riaggrega tutta insieme, dà vita a una forma nuova, si distrugge un'altra volta, diventa qualcos'altro, in un continuo processo di trasformazione.





vulcano



  da "I bambini pensano grande" di Franco Lorenzoni

Da tempo infatti mi vado sempre più convincendo che dare forma a un pensiero ci permette di sostare, entrarci dentro, approfondire. E la creta è il più antico strumento di rappresentazione, che solo la stoltezza di una pedagogia pigra e nemica del corpo è riuscita ad allontanare dalle scuole. Credo che ci dovrebbe stare un blocco di creta in ogni classe per l'elementare motivo che è un materiale naturale, economico e versatile. E' terra che si modella con l'acqua, terra che contiene e può conservare l'acqua, terra che può prendere le più svaraiate forme e trattenerle, se cotta al fuoco. Unisce, nella sua concreta semplicità, il gioco del bambino che modella al gesto mitico del dio che dà forma e crea la vita. 





riserva canini:qual è il puntino più piccolo di materia che vi viene in mente? 
bambini: un coriandolo.
bambini: un granello di sale.
bambini: un granello di zucchero.
bambini: di farina!
bambini: di polvere!
bambini: una briciola!
bambini: una goccia!
bambini: un microbo!
bambini: un pidocchio!
bambini: la testa di una formica!
bambini: l'occhio della formica!


tutto in un punto


da "Le cosmicomiche" di Italo Calvino

...si stava tutti lì, e dove altrimenti? Che ci potesse essere lo spazio nessuno lo sapeva. E il tempo, idem: cosa volete che ce ne facessimo, del tempo, stando lì pigiati come acciughe? In realtà non c'era spazio nemmeno per pigiarci. Ogni punto d'ognuno di noi coincideva con ogni punto di ognuno degli altri in un punto unico che era quello in cui stavamo tutti. Quanti eravamo? Non ho mai potuto rendermene conto nemmeno approssimativamente. Per contarsi, ci si deve staccare almeno un pochino uno dall'altro, invece occupavamo tutti quello stesso punto.(...) 
Si stava così bene tutti insieme, così bene, che qualcosa di straordinario doveva pur accadere.
Bastò che a un certo momento la signora Ph(i)nk dicesse: - Ragazzi, avessi un po' di spazio  come mi piacerebbe farvi le tagliatelle! - E in quel momento tutti pensammo allo spazio che avrebbero occupato le tonde braccia di lei muovendosi avanti e indietro con il mattarello sulla sfoglia di pasta, (...) pensammo allo spazio che avrebbero occupato la farina, e il grano per fare la farina, e i campi per coltivare il grano, e le montagne da cui scendeva l'acqua per irrigare i campi, e i pascoli per le mandrie di vitelli che avrebbero dato la carne per il sugo; allo spazio che ci sarebbe voluto perchè il sole arrivasse con i suoi raggi a maturare il grano; allo spazio perchè dalle nubi di gas stellari il sole si condensasse e bruciasse; alla quantità di stelle e galassie e ammassi galattici in fuga nello spazio che ci sarebbero volute per tener sospesa ogni galassia ogni nebula ogni sole ogni pianeta, e nello stesso tempo del pensarlo questo spazio inarrestabilmente si formava...


le materie


...continua