LITTLE BANG, La nascita di un universo




FESTIVAL TEATRO TESTONI DI BOLOGNA
VISIONI DI TEATRO VISIONI DI FUTURO
- FEBBRAIO 2016 -


KETTI GRUNCHI - La Riserva Canini, compagnia l'anno scorso vincitrice del Premio Eolo per il teatro di Figura , nata, appunto, come “riserva” di progetti artistici, con Little bang ne presenta uno che si è sviluppato attraverso un percorso laboratoriale con bambini dai 6 ai 10 anni. Si tratta di una mostra-spettacolo itinerante che si sviluppa in due momenti: l'accoglienza del pubblico, al quale viene mostrata una galleria di opere realizzate dai bambini rispetto alla domanda “come comincia tutto quanto?” e uno spettacolo, o meglio, per dirla con gli ideatori Marco Ferro e Valeria Sacco, che si alternano nella messa in scena, «un'ipotesi immaginaria e teatrale di come tutto ogni volta abbia inizio e fine. Una silenziosa esplosione che accade di continuo. Nelle galassie come nella vita degli esseri umani». A partire dai principi base dell'astronomia e della fisica i bambini hanno realizzato delle ipotesi sull'origine dell'universo servendosi di diversi materiali che hanno preso forma grazie alla loro immaginazione. Lo spettacolo racconta questo processo di creazione in maniera molto poetica, mostrando la potenza della materia e l'energia che ne scaturisce, descrivendo, insomma, una piccola esplosione, se la pensiamo all'interno di un universo che crediamo infinito, dalla quale, però, tutto prende origine e forma. Ai piedi dell'attore (in quest'occasione è stato Marco Ferro ad entrare in scena) un telo bianco raccoglie quello che a noi spettatori sembra un pasticcio di colori e materia, ma quando il telo viene inaspettatamente sollevato, ecco che assistiamo a questo “bang” e a tutto ciò che ne deriva. E allora quel pasticcio ci sembra familiare. Ci parla di trasformazione, paziente e silenziosa, ci parla di fini che contengono già nuovi inizi, ci parla di noi.

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